Statua in ricordo di Massimo Casalnuovo abusiva: concluse le indagini nei confronti del padre e della giunta di Buonabitacolo

Notificato l’avviso di conclusione delle indagini in merito alla installazione della statua in memoria di Massimo Casalnuovo, il giovane deceduto a Buonabitacolo in seguito a un incidente stradale nei pressi di un posto di blocco dei carabinieri e per la quale è stata condannata un maresciallo dell’Arma. La struttura fu installata nei pressi del luogo della tragedia. In quattro persone sono accusate, a vario titolo, di aver realizzato l’opera in modo abusivo e senza le autorizzazioni previste dalle norme vigenti. Si tratta del padre di Massimo, Osvaldo Casalnuovo (tutelato dal legale Michele Capano), e della giunta di Buonabitacolo che diede il consenso alla realizzazione del monumento: ovvero il sindaco Elia Rinaldi (difeso dagli avvocati Nicola Pellegrino e Nicola Senatore), il vice sindaco Barbara Lapenta e l’assessore Carlo Bianco. I quattro avranno ora venti giorni per preparare le memorie difensivo in merito alle accuse per cui sono indagati. Osvaldo Casalnuovo è stato indagato come committente dell’opera realizzata – secondo gli inquirenti – senza i necessari permessi di costruire, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e un’altra serie di mancanze e presunte colpe (come quella di aver alterato la bellezza naturale del luogo). Il sindaco, il vice e l’assessore, invece, sono stati indagati per aver accordato l’installazione dell’opera in zona urbanisticamente incompatibile (“in quanto zona agricola”) senza la necessaria variante urbanistica e in assenza dell’autorizzazione paesaggistica della Sopraintendenza. Ai tre amministratori vengono imputati anche altre mancanze nell’iter dell’installazione dell’opera, realizzata da un artista di Teggiano e regalata in occasione del quarto anniversario della morte di Casalnuovo. L’opera. infine, fu sottoposta a sequestro e tolta dall’area in cui era stata installata e ora conservata nel municipio.

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