#storiedallacapitale: nel ghetto ebraico, tesoro nascosto di Roma, con la nostra Maria Grazia Petrizzo

C’è una Roma segreta, ricca di storia e cultura da scoprire. Il ghetto ebraico, il più antico del mondo occidentale, è sicuramente uno dei tesori nascosti più belli della capitale.

Il piccolo quartiere Sant’Angelo, a ridosso del fiume Tevere, dove furono confinati gli Ebrei nel XVI secolo, per volere di Papa Paolo IV, è oggi luogo della memoria e meta turistica di grande pregio. Simbolo del quartiere è l’imponente Sinagoga, nata sulle demolizioni dell’antico ghetto, punto di riferimento religioso e culturale per i 16 mila Ebrei, che attualmente vivono a Roma.

Interessante la visita all’annesso Museo Ebraico, che racconta 2000 anni di Storia della Comunità romana, attraverso gli argenti del Sei e Settecento, i pregiati tessuti provenienti da tutta Europa, pergamene miniate, marmi, calchi, paramenti e oggetti sacri, spesso inseriti in ricostruzioni di scene di vita quotidiana. Un luogo in cui scoprire le tradizioni e la bimillenaria storia degli Ebrei romani, confinati nel ghetto, fondato nel 1555 e abolito nel 1870, quando furono equiparati ai cittadini italiani, diventando abili uomini d’affari nel campo dei prestiti e scaltri commercianti d’abbigliamento.

  

Tangibili nel minuscolo quartiere le testimonianze della persecuzione nazifascista, con il più grande rastrellamento di Ebrei della storia d’Italia e la successiva deportazione ad Auschwitz. La Roma ebraica è, anche, custode di meravigliose rovine archeologiche, come il Portico d’Ottavia del II secolo a. c., il Teatro Marcello (meglio noto come Piccolo Colosseo) e la Fontana delle Tartarughe erette dal Bernini. Per gli appassionati della buona tavola, il quartiere è famoso per i piatti della cucina giudaico-romanesca, una delle più antiche d’Italia.

MARIA GRAZIA PETRIZZO

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